mercoledì 14 settembre 2011

SEMINARI PER CHEF E RISTORATORI

Sono due i seminari rivolti a chef e ristoratori, aperti anche al grande pubblico, per scoprire come e perché cucinare il “Pesce ritrovato”. Organizzati dall’Acquario di Genova-Costa Edutainment e da Coop Liguria nelle giornate del 26 settembre e del 10 ottobre prossimi, i due appuntamenti si inseriscono all’interno dell’omonimo progetto di sensibilizzazione sul consumo ittico consapevole finanziato dalla Commissione Europea all’interno del programma LIFE e supportato dalla Regione Liguria, cofinanziatrice del progetto. Coordinato dall’Acquario di Genova, “Pesce ritrovato by Fishscale” coinvolge oltre Coop Liguria altri importanti partner italiani: Legambiente, Lega Pesca, AGCI Agrital e Softeco Sismat.

Presentato in occasione di Slow Fish, il progetto è nato allo scopo di stimolare il cambiamento delle attitudini alimentari dei consumatori, aumentando la conoscenza e, di conseguenza, l’apprezzamento di specie ittiche usualmente trascurate, promuovere ed estendere questo tipo di approccio a livello nazionale e creare una rete che raggruppi tutti gli operatori di settore: dal singolo pescatore alle cooperative di pesca, dalla vendita al dettaglio alla grande distribuzione, dai ristoratori alle catene di alberghi, fino a coinvolgere operatori turistici che propongano itinerari tematici e iniziative legate al turismo sostenibile.

L’obiettivo ultimo del progetto, di durata triennale, è attivare un ciclo virtuoso che determini un incremento della domanda e del valore commerciale delle specie promosse dal progetto stesso, contribuendo a ridurre gli scarti, diminuire la pressione di pesca su specie oggi sovrasfruttate e preservare, quindi, la biodiversità marina.

L’appuntamento del 26 settembre prevede una presentazione del progetto e un momento dedicato alle caratteristiche biologiche delle specie “ritrovate”, a cura di una biologa dell’Acquario di Genova, un approfondimento sugli aspetti nutrizionali di queste specie, a cura di Coop Liguria. Momento clou della giornata, la dimostrazione pratica di Marianna Vitale, giovane e già rinomato chef del ristorante SUD a Quarto in provincia di Napoli, che realizzerà di fronte ai partecipanti una ricetta a base di pesce ritrovato.

Appuntamento il giorno 26 settembre, alle ore 16.30, presso Sala Punto d’Incontro Coop, Ipercoop L’Aquilone di Genova Bolzaneto, Via Romairone, 10.

Il secondo seminario, previsto il 10 ottobre alle ore 17 presso l’Ipercoop L’Aquilone, sarà dedicato interamente alla preparazione di specialità a base di specie ritrovate. Saranno gli stessi chef iscritti al seminario a realizzare una ricetta utilizzando una delle 18 specie promosse dal progetto e ad illustrarla agli altri colleghi.

A seguire, una tavola rotonda per un confronto tra gli chef sul tema e degustazione finale, aperta al pubblico.

Entrambi gli appuntamenti sono gratuiti e rivolti a chef e ristoratori. Il pubblico potrà assistere ai seminari interagendo con gli chef partecipanti. Per partecipare, si prega prenotare scrivendo una mail a: educazione.consumi@liguria.coop.it o inviando un fax al numero 010/6599853, specificando se si partecipa in qualità di chef o grande pubblico.


Ufficio stampa

Costa Edutainment

Tel. 010/2345.240-289-322

stampa@costaedutainment.it

venerdì 29 luglio 2011

Forum Free Consult: Digital Divide italiano



Milano, 29 Luglio 2011 - Si è tenuta la sedicesima convention semestrale della Free Consult, l'associazione dei consulenti free lance. Nel corso dell'evento, si è svolto il forum "Digital Divide in Italia", che ha visto la partecipazione, come special guest estero, di Bernhard Meier, esperto tedesco di information technology. I lavori del forum sono stati preceduti dalla consueta elezione biennale che ha visto confermata a larga maggioranza la presidenza di Marco Mancinelli. Il dibattito su "Digital Divide in Italia" ha focalizzato l'attenzione degli associati presenti sul ritardo italiano relativo alla diffusione della banda larga. I vari interventi hanno sottolineato l'assoluta urgenza di poter usufruire di una rete telematica in grado di consentire una migliore connessione on line volta a rendere più veloce la trasmissione dei dati in un'ottica maggiormente competitiva rispetto a quella attuale. Bernhard Meier ha affermato che "la logica prevalente dello scenario attuale e futuro dell'information technology non potrà che essere orientata verso una consistente estensione dell'utilizzo telematico verso lo sviluppo di nuovi servizi specializzati, il cui nucleo centrale si baserà sulla capacità di velocizzare le caratteristiche tecniche di connessione alla grande rete, arricchindone la qualità stessa". Inoltre, ha aggiunto che "se si parla di Europa come blocco economico, occorre guardare anche alla crescente capacità tecnologica che si fa sempre più evidente nei Paesi asiatici". Il Presidente Free Consult, Marco Mancinelli, dopo aver presentato e moderato i lavori del forum, ha sottolineato: "l'Italia soffre di un grave e preoccupante ritardo sul versante della banda larga e ciò è quanto meno un fatto curioso, dal momento che, da più parti, si parla della reale necessità di dotare il Sistema Italia di appositi e ulteriori plus competitivi. Sarebbe il caso, una buona volta, che la classe dirigente di questo Paese si occupasse di un tema serio come quello del divario digitale italiano, sempre che si abbiano davvero a cuore le sorti e le aspettive future relative alla nostra competitività tecnologica e complessiva".
La prossima convention dell'associazione è prevista per il Dicembre 2011.




Francesca Ross
Free Consult Press Office
francy.rosset@gmail.com

martedì 26 luglio 2011

Incontro con Andrea Tornaghi, architetto

Il settore dell’architettura vive una fase di evoluzione permanente: nello specifico, si tratta di uno scenario in cui emergono sempre nuove esigenze di tipo abitativo civile (per i privati) e di tipo business (per le superfici retail, per le sedi aziendali e per location di eventi), uno scenario complesso che vede impegnati diversi professionisti nel realizzare progetti ad hoc per l’organizzazione ottimale e funzionale degli spazi. Ne parliamo con l’architetto Andrea Tornaghi, monzese, classe 1967, professionista con un significativo background maturato sia in Italia che all’estero negli ambiti edilizia, ristrutturazioni, interior design, retail and hospitality design, certificazioni energetiche e industrial design.

Dottor Andrea Tornaghi, oggi, cosa significa essere architetto?

"Essere architetto è un privilegio che porta con sé molte responsabilità. Significa poter inventare ogni giorno spazi e oggetti nuovi, ma, soprattutto, confrontarsi con chi dovrà fruire ciò che noi, per suo conto, progettiamo. Il “Design”, non solo industrial, deve rispettare sia forma che funzione, troppo spesso, quest'ultima, dimenticata. Significa anche, sempre di più, attenzione ai nuovi materiali e tecnologie: solo pochi anni fa, nessuno sapeva cosa fosse un “cappotto” e, ora, costruiamo case con consumi energetici estremamente ridotti e sempre più orientate verso l'autosufficienza energetica"

Che ruolo svolge l’architettura nell’ambito della società contemporanea?

"Davvero una bella domanda. L'architettura è portatrice di una forza dirompente, è una delle ultime discipline umanistiche in grado di cambiare il nostro modo di vivere e il nostro territorio. Nel corso dei secoli, ha prestato la sua arte sia per luoghi di culto che per fortificazioni ed edifici monumentali e celebrativi. Oggigiorno, perlomeno in Italia, sembra un po' svilita quasi fosse inutile. I nuovi monumenti sono diventati i centri commerciali e le amministrazioni non si prodigano di certo per creare veri luoghi di aggregazione e concreti spazi pubblici. Sono stato di recente a Barcellona ed è stata una boccata d'aria: la città vive e ogni edificio pubblico è pensato per la collettività anche negli spazi accessori. Quanto ai centri commerciali di cui sopra, è stato appena inaugurato in Piazza di Spagna quello realizzato dalla mano di Foster al posto della Plaza de Toros o, meglio, dentro di essa: un esempio di come sia possibile integrare una funzione nuova e moderna nel mezzo della storia della città"

In base alla sua pluriennale esperienza, come nasce un progetto architettonico e quali sono le sue principali linee guida?

"La partenza sono le necessità del cliente e i suoi desideri che trovano espressione e guida nel nostro intervento. Sia che si tratti di un'abitazione, di uno spazio retail o di un albergo, muovo dai volumi, dal generale scendendo, poi, via via fino al minuto particolare. Ci sono però idee che permeano di sé il progetto fin dall'inizio, quali i materiali che si intendono usare o il tipo di percezione che si desidera avere dei volumi"

A suo avviso, quale deve essere il risultato finale di un progetto architettonico?

"Il benessere. Come dicevo prima, l'architettura influenza la nostra vita e lo fa spesso fisicamente. Le faccio un esempio: a Milano, in Via Montenapoleone, c'era un negozio di Versace estremamente decorato, in stile neoclassico del quale molti sono stati detrattori. Gli spazi erano però molto ben progettati e soprattutto vi erano armonia e proporzione: dentro quel negozio si stava molto rilassati, a proprio agio. L'obiettivo era stato raggiunto completamente. Per contro, vi sono edifici che ci fanno stare male: a Basilea, vi è lo Schaulager, edificio progettato come magazzino di opere d'arte, aperto per alcuni mesi l'anno come museo. L'edificio è interessante, senza dubbio un ottimo magazzino, ma, per il visitatore, risulta stressante e claustrofobico: durante la visita, sono stato colto da nausea crescente, scomparsa una volta uscito all'aperto"

Sul versante dell’impatto visivo, che cosa deve comunicare ai propri fruitori la realizzazione finale di un progetto architettonico ottimale?

"Non credo ci possa essere una risposta univoca a questa domanda. Ognuno di noi ha una propria sensibilità estetica, a volte, molto sviluppata e, altre volte, pochissimo sviluppata. Inoltre, differenti sono le richieste in partenza. In linea generale, dovrei rispondere “appagamento” per il risultato raggiunto: qualcosa che rispecchi e, se possibile, superi le aspettative del cliente. Si tratta di fattori quali la freschezza per un negozio, l’autorevolezza per uno studio legale, la magnificenza per uno spazio celebrativo..."

Lei è anche designer di interni, in particolare, per il settore furniture. Quale deve essere il valore aggiunto di un prodotto di design?

"La comodità, la semplicità e la logica di fruizione. Un qualsiasi prodotto viene prima disegnato e il riconoscimento del creatore è storia recente. C'è stata una corsa all'oggetto di “design” inteso come accattivante, strano, esteticamente riuscito: in questo ambito, Alessi ha fatto storia. Questo ha, però, portato all'esasperazione e alla riduzione, spesso, del design a una valenza puramente estetica, mentre è vero il contrario: la parte tecnica ha un’enorme importanza. Quindi, il valore aggiunto, ciò che rende un prodotto di design degno di tale nome è il perfetto amalgama tra forma e funzione, quasi diventassero una cosa sola"

In assoluto, qual è il progetto al quale lei sente di essere maggiormente legato?

"In realtà più di uno, ma forse l'ultimo, che mi sta dando molte soddisfazioni. Una ristrutturazione di un edificio industriale trasformato in residenza dove la sintonia con la committenza è stata totale e in cui abbiamo potuto utilizzare materiali naturali come il sughero e la lana e ci siamo confrontati con spazi forse rigidi ma ampi: con una serie di aperture, abbiamo realizzato dei cannocchiali per cui da ogni locale si leggono due, tre piani in profondità e si percepisce come un costante fluire di un locale dentro un altro, fino al giardino"



Info:

tornaghi@vf10.it

http://it.linkedin.com/pub/andrea-tornaghi/27/363/956

Crescono le vendite scontate delle calzature in Italia

Le vendite scontate hanno raggiunto livelli massimi e i prezzi di listino ormai sono solo teorici: cosa cambia per il mercato della calzatura italiano? È partito anche da questo interrogativo il dibattito di oggi durante l’Assemblea Annuale 2011 del Gruppo Giovani di ANCI, Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani, dedicata quest’anno al tema “LE VELOCITÀ DELLA MODA. MARCHI, STILE E PRODOTTI PER IL LIFESTYLE DEL FUTURO”.

I risultati della ricerca affidata all’Area Studi Diomedea “Parlare al consumatore: modelli per competere sul mercato italiano delle calzature” mostrano che nell’ultimo decennio il mercato italiano è stato sostanzialmente stagnante e nel 2010 si sono praticamente raggiunti i livelli del 2003. Eppure in un mercato in cui quantitativamente nulla è cambiato, i modelli di consumo sono fortemente mutati al punto da mettere in crisi punti vendita più tradizionali e a cascata le stesse aziende di produzione.
Nel 1995 il prodotto venduto a prezzi scontati (in tutti i periodi dell’anno e non solo durante i saldi) era pari ad una quota del 22,85% in quantità e del 20,54% in valore di tutte le scarpe acquistate dalla famiglie italiane. Nel 2010 queste quote erano salite rispettivamente al 33,79% e al 32,15% ovvero in 15 anni si è sostanzialmente “eroso” un aggiuntivo 10% del mercato (che prima veniva venduto a prezzo pieno).

I dati sono ancora più impietosi su alcuni segmenti: ad esempio la calzatura da bambino è passata da un 21,32% in quantità (vendite scontate su vendite totali) e da un 16,65% in valore nel 1995 a percentuali rispettivamente del 32,65% e del 32,42% nel 2010. Nella sola calzatura in pelle da bambino si sono raggiunti addirittura vendite scontate pari al 41,77% in quantità e al 38,64% in valore nel 2010 (con valori di partenza nel 1995 del 21,32% e 16,65%).

“La crescita del fenomeno delle promozioni e dei saldi ovvero di tutto ciò che rende sempre meno reale il prezzo di listino sta generando un circolo vizioso preoccupante perché gli stessi punti vendita che applicano gli sconti finiscono imprigionati in una trappola da cui difficilmente si può uscire - spiega Enrico Paniccià, presidente del Gruppo Giovani di ANCI. Si deve notare poi che non solo sono cresciuti i saldi ma sono probabilmente cresciuti i tassi di sconto medi finendo per minare alla base la relazione tra valore oggettivo del prodotto e prezzo in vetrina.”

Nella ricerca emergono ulteriori dati interessanti perché se è vero che risultano in aumento negli ultimi 15 anni le vendite scontate non è così banale il fattore scatenante di questa crescita. La colpa è dei saldi ovvero delle vendite di fine stagione?
La risposta è sorprendentemente un’altra: non sono i saldi ad aumentare il loro peso ma è la crescita delle vendite promozionali negli altri mesi dell’anno ciò che risulta determinante.
I dati infatti ci dicono che nella stagione invernale le vendite scontate nei mesi di gennaio e febbraio sono cresciute dal 1995 al 2010 da una quota in quantità del 51,7% ad una quota del 59,2%: si tratta di un aumento significativo che ha caratterizzato soprattutto febbraio (che pure consideriamo come mese di saldo o di fine stagione). Tuttavia negli altri mesi della stagione invernale (settembre-dicembre) la quota di vendite scontate sono salite dal 14,4% al 19,1% ovvero 4,6 punti percentuali (ma erano 9,5 tra 1995 e 2005). La differenza sta però nei numeri assoluti perché nei quattro mesi centrali si vendono circa il doppio delle calzature degli ultimi due mesi: l’effetto complessivo è quindi una crescita in termini assoluti più che proporzionale nei mesi iniziali della stagione. In altre parole la crescita del numero delle scarpe scontate è aumentata di più nei primi quattro mesi della stagione rispetto ai due finali. Ciò è sostanzialmente vero per tutti i segmenti di calzature. Si noti inoltre che i mesi in cui la quota di vendite in saldo è cresciuta di più sono quelli di inizio stagione (settembre e ottobre) che probabilmente rappresentano mesi in cui vengono smaltite anche le rimanenze della stagione precedente.

“Siamo di fronte ad un mercato che “per stare a galla” droga i consumi attraverso la crescita delle vendite in promozione - continua Paniccià. Facendo ciò si crea però un meccanismo in cui tutti perdono. Alla radice c’è forse un affaticamento della filiera produttiva/distributiva calzaturiera nell’intercettare il “desiderio” del consumatore e quindi la necessità di applicare sconti per rendere appetibili i prodotti. Ed è proprio sulla nostra abilità di capire il consumatore, come filiera, che dobbiamo concentrare le nostre risorse. L’aleatorietà dei prezzi e dei fatturati effettivi richiede un ripensamento complessivo delle nostre modalità produttive.”

D’altro canto il mercato è oggi meno prevedibile che in passato e gli stessi operatori segnalano che meccanismi troppo rigidi finiscono per produrre risultati economici negativi che si ripercuotono alla lunga su tutta la filiera. Non è un caso che alcuni marchi di alta gamma abbiano scelto di uscire con tre collezioni per stagione e che in diversi casi alcuni capi dell’invernale entrano nella prima collezione estiva e viceversa. Si sta quindi lentamente modificando anche nella calzatura il concetto di stagione, con meccanismi che rendono l’impostazione delle collezioni meno rigida.
“La complessità della costruzione industriale della calzatura e il numero dei suoi componenti – conclude il presidente del Gruppo Giovani di ANCI Enrico Paniccià - rendono difficile alleggerire e flessibilizzare la filiera. Inoltre il processo di selezione delle tendenze della filiera risulta poco efficace in un contesto di mercato come quello attuale. Non esistono soluzioni facili, ma è chiaro che una partnership di filiera potrebbe abbattere in modo consistente l’investimento e il rischio connesso: le reti di impresa e le recenti normative possono da questo punto di vista essere una via interessante da percorrere”.



Diomedea
Ufficio stampa ANCI
www.diomedea.it

mercoledì 22 giugno 2011

Pegasus md ottiene la certificazione iso 9001

Un servizio di qualità in continuo miglioramento: Pegasus MicroDesign ha raggiunto l’importante traguardo della Certificazione del Sistema Qualità aziendale. Avvalendosi della collaborazione di tutte le funzioni primarie della società, l’azienda arcorese ha ottenuto nel dicembre 2010 la certificazione internazionale ISO 9001.

Un valore aggiunto per l’azienda che offre ai propri clienti un servizio sempre più sinonimo di garanzia, assicurandone la massima soddisfazione. Ma anche uno strumento di lavoro fondamentale, che migliora in maniera costante e assidua l’efficienza produttiva di Pegasus MD.

Approccio sistemico alla gestione basato sui processi, soddisfazione del cliente, coinvolgimento del personale in tutte le aree di pertinenza, leadership, miglioramento continuativo, analisi dei dati aziendali: sono i principi stabiliti dalla norma UNI EN ISO 9001:2008 che l’azienda arcorese ha adottato per il proprio Sistema di Gestione per la Qualità, al fine di conseguire, conservare e migliorare le proprie prestazioni e le capacità organizzative.


www.pegasus-md.com

Nuova fornitura ABB per l'ampliamento dell'Aeroporto Internazionale Sochi

Dalmine (Bergamo), 20 Giugno 2011 - Pur trattandosi di apparecchiature standard, la commessa si basa su un progetto DTO (Design To Order) realizzato seguendo la specifica tecnica fornita dal cliente che prevede anche l’esecuzione di alcune prove di idoneità sismica.
Queste prove si rendono necessarie dal momento che la destinazione dei quadri, entrambi formati da cinque unità, è un aeroporto, quello di Sochi, una delle molte opere in fase di realizzazione per le prossime Olimpiadi invernali del 2014.
Il test sismico del quadro UniSec è stato eseguito presso i laboratori ISMES-CESI, in accordo alle prescrizioni delle norme IEEE 693 (Seismic Design of Substations) ed è stato superato con esito positivo.
Le Olimpiadi invernali 2014 rappresentano un evento che richiamerà centinaia di migliaia di persone, provenienti da tutte le nazioni del mondo e che sottoporranno la struttura aeroportuale a uno stress fuori dal comune, rendendo pertanto necessari un grado di sicurezza assoluto ed elevati standard qualitativi e di affidabilità.
Sochi è il nono aeroporto russo in ordine di importanza, in grado di gestire le centinaia di migliaia di passeggeri che vi transitano ogni anno, inclusi gli oltre 100.000 provenienti da hub internazionali e intercontinentali, ed è di proprietà della società Bazel.
I quadri UniSec saranno installati nella sottostazione di trasformazione 10 kV / 0,4 kV e serviranno ad alimentare gli edifici del complesso Nr. 18 che comprende gli uffici, il Terminale VIP del Presidente e del Primo Ministro russi e villaggi VIP formati da otto cottage, dove sono previsti anche gli alloggi del top management dell’azienda Olimpstroy, contractor che ha in appalto la realizzazione e la gestione degli impianti dell’evento e che si occuperà dell’amministrazione delle Olimpiadi.
L’acquisizione dell’importante commessa è frutto della strettissima ed efficace collaborazione tra le strutture marketing di ABB Russia e della sede ABB di Dalmine.
Per le Olimpiadi invernali del 2014 sono in fase di realizzazione molti impianti (ospitalità degli atleti, stadi per le competizioni, supermercati, varie infrastrutture, ecc.) e questa commessa sarà certamente per ABB un ulteriore campo di prova per poter ottenere altri importanti contratti di fornitura.
ABB (www.abb.com) è leader nelle tecnologie per l'energia e l'automazione che consentono alle utility ed alle industrie di migliorare le loro performance, riducendo al contempo l'impatto ambientale. Le società del Gruppo ABB impiegano circa 124.000 dipendenti in oltre 100 Paesi.

Comunicatore dell'anno 2011 a Modonesi, Peluffo e Magheri

Si rinnova l’appuntamento con il Premio Ischia al comunicatore dell’anno promosso in collaborazione con Ferpi, che ogni anno assegna i riconoscimenti ai professionisti delle relazioni pubbliche cui fa capo la comunicazione di imprese, enti pubblici e associazioni non profit.

Quest’anno la giuria presieduta da Gianluca Comin e composta da Franco Bechis, Riccardo Luna, Alessandro Magnoni, Giorgio Mulè, Giancarlo Panico, Enrico Romagna Manoja, Sarah Varetto e Andrea Zagami, ha assegnato il premio Comunicatore dell’anno 2011 a Maria Cristina Modonesi, responsabile comunicazione di Tod’s, per la categoria imprese, a Paolo Peluffo, coordinatore nazionale per le celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia per la categoria Amministrazioni pubbliche e a Marco Magheri, Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma per le organizzazioni sociali non profit.

Tradizionale appuntamento annuale che premia i migliori giornalisti della stampa italiana e internazionale distintisi per la loro professionalità e deontologia, il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo, organizzato da 33 anni dalla Fondazione Giuseppe Valentino dal 2009 in collaborazione con Ferpi ha istituito il Premio Comunicatore dell’anno.

Il premio comunicatore dell’anno viene attribuito ad un professionista da cui dipende o a cui è riconducibile la responsabilità delle attività di comunicazione di un’organizzazione privata (impresa), pubblica ( enti e istituzioni), sociale (ong, noprofit, associazioni di categoria).

Il riconoscimento per la Comunicazione d’Impresa e’ andato a: Mariacristina Modonesi di Tod’s con questa motivazione "la notorietà e la reputazione di un brand sono l’espressione più immediata della buona comunicazione di un’impresa. Se il marchio Tod’s è sinonimo di made in Italy lo si deve alla capacità di associare ad una buona comunicazione di prodotto, in grado di trasferire efficacemente elementi come la qualità e la produzione artigianale, un’adeguata attività corporate e di relazioni pubbliche. Lo stile understated dell’azienda è un’ulteriore elemento di una comunicazione equilibrata, mai eccessiva o invasiva che accompagna il ruolo pubblico del suo fondatore e presidente, Diego Della Valle, quale primo e più autorevole testimonial”.

Il premio per la Pubblica Amministrazione e’ andato a Paolo Peluffo della Presidenza del Consiglio dei Ministri con la seguente motivazione: "la costruzione dell’identità di una nazione e la sua comunicazione, in tempi di globalizzazione e di abbattimento dei confini nazionali, è una delle sfide più difficili per un comunicatore. Quella dell’Italia che sta avendo il suo apice in questi mesi con le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia è riconducibile ad una persona, Paolo Peluffo, che l’ha iniziata nel 1999. Se l’Italia e gli italiani hanno recuperato il senso della nazione, dei suoi simboli e un po’ di sano patriottismo, che fino a una decina di anni fa era andato quasi smarrito e legato solo alle partite della nazionale di calcio, lo si deve, senza dubbio, al lavoro attento e costante di Peluffo. Il coordinamento delle attività di comunicazione del Comitato per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia è il coronamento di un lungo percorso che ha portato al recupero dell’identità nazionale, delle ritualità civili della Repubblica e alla riscoperta dei simboli nazionali”.

Per la categoria Organizzazioni sociali no profit, premiato Marco Magheri dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù IRCCS perché “è punto di riferimento a livello internazionale per la cura e la ricerca biomedica a favore della salute di bambini e ragazzi e che fa della comunicazione un elemento fondamentale per la realizzazione della propria mission, contribuendo a definire uno stile di comunicazione della salute nel Paese, basato su tutela della riservatezza, originalità, rigore nei contenuti e semplicità del linguaggio. Quella sviluppata dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è una comunicazione che integra, nel modo migliore, le attività di relazioni esterne con quelle relative ai servizi, l’accoglienza, la formazione e la ricerca, la divulgazione scientifica e le partnership con i tanti e diversi soggetti che ne condividono e ne sostengono la mission, dalle istituzioni alle imprese e alle associazioni di volontariato. All’avanguardia tutta l’attività sul web, sia in termini di informazione tempestiva che di accessibilità ai servizi. E’ stato tra l’altro il primo Ospedale a dotarsi di un’applicazione per smartphone in modo da rendere l’accesso ai servizi semplice ed immediato”.

“E’ sempre un piacere premiare chi si è distinto nella nostra professione”, ha dichiarato Gianluca Comin, presidente della giuria e past president di Ferpi, “La nostra Federazione, ormai da 3 anni promuove insieme alla Fondazione Valentino nell’ambito del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo, un riconoscimento dedicato a chi pratica con merito una strategia di comunicazione e di relazioni pubbliche efficace. Quest’anno abbiamo deciso di assegnare il premio ai comunicatori di tre realtà che hanno contribuito ad accrescere la reputazione di un brand, a comunicare la nostra identità nazionale e a privilegiare la relazione con i bisogni dei pazienti in una struttura sanitaria d’eccellenza".

I premi verranno consegnati ad Ischia l’8 e il 9 luglio nell’ambito delle manifestazioni della XXXII edizione del Premio Ischia Internazionale di giornalismo. A consegnarli sarà il nuovo presidente di Ferpi eletto nell’Assemblea Nazionale del 17 giugno, Patrizia Rutigliano che succede a Gianluca Comin che ha concluso il suo secondo mandato.

www.ferpi.it

ASSOLOMBARDA: NASCE A MILANO IL GREEN ECONOMY NETWORK

Assolombarda ha censito e mappato le imprese dell’area milanese che operano nei diversi comparti della green economy. Dai dati è emerso che il territorio milanese è un contesto di assoluto rilievo per quanto riguarda le competenze energetiche e ambientali: sono circa 400 le imprese che operano nelle filiere della green economy (aria, acqua, suolo e bonifiche, rifiuti, rumore esterno, prodotti ecocompatibili, energia da fonti rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile) con un fatturano globale di oltre 50 miliardi di euro e 25 mila addetti solo in provincia di Milano. Lo studio, condotto in collaborazione con lo IEFE (Istituto di Economia delle Fonti di energia e dell’Ambiente) dell’Università Bocconi, ha inoltre evidenziato le potenzialità di Milano di qualificarsi come capitale di un Green Economy Network di rilevanza internazionale, non solo per il numero e la rilevanza delle imprese che vi operano, ma anche per la presenza di un fitto tessuto di istituzioni economiche e finanziarie, centri di ricerca, laboratori, università, associazioni, fondazioni bancarie che costituisce un patrimonio di risorse unico a livello nazionale e tra i più rilevanti in ambito internazionale.

Una strategia di sistema è però a questo punto necessaria per esprimere pienamente queste potenzialità. Perciò Assolombarda, insieme a un gruppo di imprenditori e manager in rappresentanza di piccole, medie e grandi imprese associate che stanno scommettendo sulla green economy, ha costituito il Comitato Promotore del Green Economy Network.

“Abbiamo promosso il progetto del Green Economy Network in quanto convinti della grande capacità innovativa del nostro territorio”, ha dichiarato Roberto Testore, Responsabile del Progetto Ambiente, Energia e Sicurezza di Assolombarda e Presidente del Comitato Promotore. “Iniziammo nel 2009 a censire le nostre imprese associate che operavano nelle filiere della Green Economy e i risultati furono sorprendenti. Decidemmo allora di trovare un modo per favorire l’aggregazione di queste imprese, individuando azioni mirate a migliorare la loro competitività anche in ottica internazionale. Da qui l’idea di creare un Network, per stimolare possibili alleanze, ma anche per valorizzare e promuovere le competenze individuate attraverso un Repertorio, sempre costantemente aggiornato, articolato in specifiche filiere tematiche. La Green Economy”, aggiunge Testore, “ha un tasso di crescita importante e noi non vogliamo farci sfuggire l’occasione di proporre il nostro territorio come punto di riferimento sia per il mercato nazionale che internazionale. Tutto ciò assume particolare rilevanza nella prospettiva di Expo 2015 che avrà nella sostenibilità uno dei temi centrali. Ciò significa che Milano sarà nei prossimi quattro anni al centro dell’attenzione mondiale per quanto riguarda la sua capacità di offrire visioni, progetti, prodotti e servizi all’altezza delle sfide poste dall’economia sostenibile. E’ una vetrina che non possiamo lasciarci sfuggire per valorizzare le potenzialità del nostro Green Economy Network”.

“Assolombarda da tempo è impegnata a valorizzare le imprese che operano nell’area milanese nelle filiere della green economy incoraggiandole ad aggregarsi”, sottolinea il Presidente di Assolombarda, Alberto Meomartini. “Siamo convinti che Milano e il suo territorio in questo ambito possano diventare un vero e proprio centro di eccellenza, rappresentando un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale, grazie ad asset fondamentali quali il know-how specifico delle imprese, la presenza di un fitto tessuto manifatturiero e di un sistema universitario e della ricerca all’avanguardia. Non a caso”, aggiunge Meomartini, “le aziende americane già guardano con interesse a questo network, tanto che da inizio anno Assolombarda, in collaborazione con il Consolato Generale Americano a Milano, ha attivato uno Sportello USA Green Economy per potenziare le relazioni tra aziende italiane e statunitensi che operano nel settore”.

Il Comitato Promotore del Green Economy Network è costituito da Assolombarda e da un gruppo di soci fondatori (Roberto Barbieri, Amministratore Delegato Osram, Riccardo Bellato, Presidente Nitrolchimica, Fabio Benasso, Amministratore Delegato Accenture Italia, Alberto Cervi, Amministratore Unico AA Envitech, Stefano Dubini, Amministratore Delegato TIA Tecnologie Industriali Ambientali, Federico Golla, Amministratore Delegato Siemens Italia, Gian Francesco Imperiali, Presidente ABB, Mario Mascolo, Presidente e Amministratore Delegato 3M Italia, Marco Schiavio, Consigliere Delegato Passavant Impianti, Giuliano Zuccoli, Presidente A2A).

In particolare il Comitato potrà promuovere la nascita di alleanze tra imprese, tramite: lo sviluppo di progetti industriali congiunti di crescita, innovazione, internazionalizzazione; la condivisione di esperienze, know how, scenari e prospettive; la creazione di percorsi di formazione specifici per il personale delle imprese coinvolte. Inoltre, si impegnerà per promuovere il posizionamento e il riconoscimento del Green Economy Network, al fine di: acquisire visibilità e accreditamento verso gli enti pubblici, in particolare Regione Lombardia e Camere di Commercio; proporsi come punto di riferimento per gli operatori economici del settore coinvolti in Expo 2015 e per le delegazioni straniere in visita in Lombardia; favorire la competitività internazionale e il potenziale di offerta delle imprese aderenti; attrarre investimenti sul territorio nei campi specifici dell’ambiente e dell’energia.

E’ stato realizzato, infine, un Repertorio online per dare spazio e visibilità alle aziende che già operano nella green economy. Si tratta di uno strumento, costantemente aggiornato, che servirà a chi opera in questi settori per farsi conoscere dal mercato e per trovare partner di business, ma anche a chi cerca prodotti, tecnologie e servizi ambientali ed energetici.

www.greeneconomynetwork.it